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In questa pagina è raccolta la storia dello sport in Italia.

Età preistorica: lo sport per la sopravvivenzaModifica

Nell'età preistorica lo sport non aveva fine agonistico. La principale finalità dell'attività fisica era quella di addestrare i più giovani alle arti della caccia. Sin dalla tenera età gli uomini si preparavano alla caccia attraverso giochi e attività sportive. Il tiro con l'arco era utile alla caccia di animali da lunghe distanze. Inoltre, era molto praticata anche la pesca e il nuoto.

Si ipotizza che in età preistorica venissero praticate attività sportive legate a rituali mistici e propiziatori. L'attività espressiva, come i graffiti, è legata alla vita quotidiana. I rituali magici vengono svolti con lo scopo di propiziare il buon esito della caccia o la nascita dei figli ed inoltre erano rivolti agli dei e agli spiriti della natura perchè intervenissero nella vita dell'uomo.

Grecia antica: lo sport e gli deiModifica

Con l'espansione della Grecia nell'Italia meridionale, si affermano nelle colonie greche gli sport dei giochi olimpici antichi: Pugilato, Lotta, Pentathlon (salto in lungo, tiro del giavellotto, lancio del disco, corsa, lotta), Hoplitodromos (corsa con le armi), Gare equestri (Corsa dei carri e dei cavalli), Lancio del disco e Salto con l'asta. Questi sport venivano praticati in onore di Zeus, re degli dei. I vincitori delle gare venivano fatti oggetto di ammirazione e fregiati di una corona di alloro. Per tutta la durata dei giochi venivano sospese le ostilità in tutta la Grecia.

I Giochi si tenevano ogni quattro anni e il periodo tra le due celebrazioni divenne noto come Olimpiade, termine che in epoca ellenistica fu utilizzato per datare gli eventi storici.

La penisola italiana (e la Sicilia) diede natali a numerosi vincitori delle olimpiade antiche: Anassila, Astilo di Crotone, Diogneto di Crotone, Filippo di Crotone, Gerone I, Glaucia di Crotone, Icco di Taranto, Ippostrato di Crotone, Licino di Crotone, Milone, Nerone, Psaumida, Terone, Timasiteo di Crotone e Tisicrate di Crotone.

Etruschi: Lo sport tra la libertà e la schiavitùModifica

Nella civiltà etrusca lo sport aveva un ruolo fondamentale nel determinare le sorti degli schiavi. A differenza dei greci, infatti, gli atleti erano schiavi che "giocavano" la propria vita per la libertà. Le sfide erano veramente dure e molto spesso terminavano con la morte di uno dei due lottatori.

Le principali discipline erano praticate in edifici in legno adiacenti alle città o alle aree sacre ed erano molto seguite sia dagli uomini, che dalle donne.

Tra gli sport più praticati vi erano la lotta e il pugilato. I pugili molte volte si fasciavano le mani e gli avambracci con strisce di cuoio e si armavano di anelli per colpire più forte l’avversario.

Nella civiltà etrusca era molto praticata anche la corsa con i carri. I carri erano trainati da due o tre cavalli.

Gli altri sport praticati erano: il lancio del disco e del giavellotto, la corsa, il salto in alto, il salto con l’asta, la corsa in tenuta da combattimento e la corsa a cavallo.

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