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CorSera nascita della Repubblica
Per nascita della Repubblica Italiana si fa riferimento al periodo storico che ha segnato il passaggio da monarchia a repubblica. La scelta di questo passaggio fu determinata dai cittadini, che il 2 giugno del 1946, al termine della II Guerra Mondiale, votarono la forma di stato attraverso un referendum istituzionale.

La fine della II guerra mondiale Modifica

Vista l'imminente sconfitta dell'Italia e dell'alleata Germania nel secondo conflitto mondiale, Vittorio Emanuele III, in accordo con parte dei gerarchi fascisti, revocò il mandato a Mussolini e lo fece arrestare. Il governo venne affidato al maresciallo Pietro Badoglio. Il nuovo governo iniziò i contatti con gli Alleati per giungere ad un armistizio.

Con l'armistizio del 8 settembre 1943 e la dichiarazione di guerra alla ex-alleata Germania, il 13 ottobre 1943, si scatenò il caos, che sfociò in pesanti guerre civili.

Vittorio Emanuele III, la corte ed il governo Badoglio fuggirono da Roma (in cui erano presenti forze tedesche) a Brindisi (libera dal controllo dei nazisti e che sarà in breve raggiunta dall'avanzata degli angloamericani). L'esercito nel suo complesso, privo di ordini, sbandò e venne rapidamente disarmato dalle truppe tedesche e il Paese si trovò diviso in due: il Regno del sud, già liberato dagli alleati, formalmente sotto la sovranità sabauda, e la Repubblica Sociale Italiana (RSI), nelle regioni ancora occupate dai nazisti, formalmente guidata da Mussolini.

Sezione tratta da Wikipedia, da riscrivere:

Dal punto di vista legale nulla era cambiato, ma dal punto di vista sostanziale il potere del monarca era venuto a mancare per la scissione del territorio nazionale in zone distinte, entrambi per motivi diversi sottratti alla regia potestas: il Nord ed il centro Italia, inclusa Roma, la capitale, si trovava di fatto, tramite la RSI, sotto il ferreo controllo nazista, al Sud le condizioni dell'armistizio avevano privato il Re del potere statutario e della sovranità di fatto, per via delle limitazioni derivanti dall'armistizio[18]. Di fronte a questa delegittimazione del potere regio, perciò, si affermarono come nuovi soggetti politici i partiti italiani, ricostituitisi nonostante il formale mantenimento del divieto, e uniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN): ne facevano parte il Partito comunista, il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, Democrazia del Lavoro, il Partito d'azione, la Democrazia cristiana e il Partito liberale[19].

Il CLN si affermò anche sulla scena internazionale, come soggetto complesso, plurimo, che si candidava all'egemonia politica nel Paese con il Congresso di Bari (28-29 gennaio 1944), in cui unanimemente i partiti aderenti chiesero l'abdicazione del Re nonché la composizione di un Governo con pieni poteri e con la partecipazione di tutti i sei partiti, per affrontare la guerra e «al fine di predisporre con garanzia di imparzialità e libertà la convocazione di una Assemblea costituente appena cessate le ostilità». Il 25 aprile 1945 i partigiani italiani liberarono Milano e Torino. La fine della Repubblica di Salò venne sancita da Benito Mussolini: militari e civili vennero sollevati dal vincolo di giuramento. Mussolini venne fucilato il 28 aprile. La resa ufficiale dell'RSI avvenne il 29 aprile con la firma della resa di Caserta il cui dispositivo entrò in vigore il 2 maggio.

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