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Il marchese Guglielmo Giovanni Maria Marconi è stato un fisico, inventore, imprenditore e politico italiano.

È principalmente conosciuto grazie al suo contributo nello sviluppo della comunicazione con telegrafia senza fili. La sua invenzione, il radiotelegrafo, ottenne una un grande successo e gettò le basi per la futura nascita della radio e delle trasmissioni radiofoniche.

Inoltre, grazie alla sua invenzione, vinse il Premio Nobel per la fisica nel 1909.

Biografia Modifica

Guglielmo Marconi nacque a Bologna il 25 aprile 1874. Il padre era Giuseppe Marconi, un proprietario terriero che viveva nelle campagne di Pontecchio. La madre era Annie Jameson. Giuseppe Marconi, vedovo con un figlio conobbe Annie quando, quest'ultima, venne in Italia dall'Irlanda per studiare bel canto. I due si sposarono il 16 aprile 1864 a Boulogne-sur-Mer. Un anno dopo il matrimonio nacque Alfonso e, nove anni più tardi, Guglielmo.

L'avere avuto una madre irlandese permise di comprendere meglio le molte attività di Guglielmo che si svolsero in Gran Bretagna e Irlanda. Avrebbe potuto optare per la cittadinanza britannica in qualsiasi momento, in quanto figlio di entrambi i genitori con tale cittadinanza. Quando il piccolo Guglielmo aveva tre anni, il 4 maggio 1877, Giuseppe Marconi aveva infatti deciso di assumere a sua volta la cittadinanza inglese.

L'inizio degli esperimentiModifica

A vent'anni, Guglielmo Marconi iniziò ad effettuare esperimenti come autodidatta, aiutato dal suo maggiordomo Mignani.

Nell'estate del 1894 costruì un segnalatore di temporali costituito da una pila, un coesore e un campanello elettrico, che emetteva uno squillo in caso di fulmine.

In seguito riuscì, premendo un tasto telegrafico posto su un bancone, a far squillare un campanello posto dall'altro lato della stanza. Una notte di dicembre, Guglielmo svegliò la madre, la invitò nel suo rifugio segreto e le mostrò l'esperimento che aveva realizzato. Il giorno dopo anche il padre assistette all'esperimento. Quando si convinse che il campanello suonava senza collegamento con fili, regalò al figlio i soldi necessari per l'acquisto di nuovi materiali. Il giovane Marconi proseguì nei suoi esperimenti anche all'aperto. In campagna aumentò la potenza delle emissioni e la distanza che separa il trasmettitore dal ricevitore, capace di ricevere i segnali dell'alfabeto Morse.

L'8 dicembre 1895, dopo vari tentativi, l'apparecchio che aveva costruito si dimostrò valido nel comunicare e ricevere segnali a distanza, ma anche nel superare gli ostacoli naturali (in questo caso, la collina dietro Villa Griffone). Il colpo di fucile che Mignani sparò in aria per confermare la riuscita dell'esperimento (l'apparecchio vibrò e cantò come un grillo per tre volte) viene considerato l'atto di battesimo della radio in Italia.

Il brevettoModifica

Tratto da Wikipedia

Prevedendo l'occorrenza di capitali per proseguire negli esperimenti, Marconi scrisse al ministero delle Poste e Telegrafi, al tempo guidato dall'on. Pietro Lacava, illustrando l'invenzione del telegrafo senza fili e chiedendo finanziamenti. La lettera non ebbe risposta e venne liquidata dal ministro con la scritta «alla Longara», intendendo il manicomio di via della Lungara a Roma.[11]

Nel 1896, Marconi parla con l'amico di famiglia Carlo Gardini, console degli Stati Uniti a Bologna, dell'idea di lasciare l'Italia per andare nel Regno Unito. Gardini scrive una lettera all'Ambasciatore d'Italia a Londra, Annibale Ferrero suo conoscente, per presentare il giovane e le sue straordinarie scoperte. Con risposta, l'ambasciatore Ferrero, consiglia di non rivelare a nessuno i risultati ottenuti se non dopo la presentazione del brevetto. Inoltre lo incoraggia a recarsi nel Regno Unito, dove ritiene che gli sarà più facile trovare i capitali necessari per l'impiego pratico della sua invenzione. Il 12 febbraio del 1896, Marconi parte con la madre per il Regno Unito. A Londra, il 5 marzo dello stesso anno, presenta la prima richiesta provvisoria di brevetto, col numero 5028 e col titolo "Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati". Da sottolineare che tale richiesta avvenne con 21 giorni di anticipo rispetto alla data della prima trasmissione radio realizzata dal russo Popov.[12] Il 19 marzo, Marconi ricevette dall'Ufficio Brevetti conferma dell'accettazione della prima domanda. Il 2 giugno dello stesso anno depositò all'Ufficio Brevetti di Londra una domanda definitiva per un sistema di telegrafia senza fili, n. 12039, dal titolo "Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi". Nel farlo, Marconi rinunciò a tre mesi di priorità sull'invenzione.

Durante gli anni vi sono state molte dispute, sia teoriche nell'ambito dei fisici, sia in campo legale, per stabilire chi debba essere effettivamente considerato il primo inventore della radio, e ancora oggi la questione è controversa.

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